
Se c’è una vocazione del nostro territorio che va assecondata e coltivata è quella di costituire, anche nell’immaginario collettivo, il luogo del buon vivere: il suo mix di bellezze naturali, di aree storico archeologiche, di monumenti architettonici, di borghi antichi, di prodotti agroalimentari d’eccellenza, di tradizioni storiche culturali, hanno sempre contrassegnato quest’area a sud est di Roma, tra i Colli Albani e i Colli Prenestini, come luogo d’incanto, nel quale la vita regala emozioni tutte particolari, che fanno vibrare le corde più intime. Non per niente, mi ripeto per quanto detto altre volte, questi luoghi hanno attratto, nel corso dei secoli, personaggi del massimo spessore.
Ed oggi che una quota sempre maggiore di turisti, nonostante la sbornia del turismo massificato in versione mordi e fuggi, riscopre il gusto del viaggio per il piacere di vivere esperienze o di provare emozioni, questo nostro territorio diventa la destinazione ideale. Se infatti lo spettacolo offerto da questo territorio ha potuto incantare letterati come Goethe e Stendhal, solo per citare due esempi dell’epopea del grandtour, o ha ispirato personaggi come Cicerone o il poeta Orazio, possiamo essere sicuri che non può lasciare indifferenti i viaggiatori del XXI secolo. Che cercano presso di noi l’esperienza della vita, l’emozione del luogo e dei suoi personaggi, l’incanto di panorami senza eguali, il gusto di un’alimentazione di qualità, il folclore più autentico.
Questa nuova esigenza del turismo, questa quota sempre più significativa di viaggiatori, ci deve trovare preparati. Occorre perciò strutturare il nostro territorio in maniera più accogliente, anche mediante la realizzazione di una serie di sentieri di campagna da percorrere a piedi, a cavallo o in mountain bike, oppure mediante la realizzazione di piste ciclabili lungo i tratti di viabilità di maggiore interesse.
L’approvazione della Legge regionale sui Cammini del Lazio può rappresentare l’occasione utile per l’intero territorio per mettere a punto un complesso di interventi, capaci di migliorare sensibilmente la capacità di accoglienza di questo segmento turistico.
Per le piste ciclabili occorre elaborare una proposta d’area su cui far convergere i vari soggetti istituzionali deputati per la proprietà delle strade o per le possibilità finanziarie.
Nascerà così un distretto Slow, nel quale apprezzare il contatto diretto con il territorio, capace di fungere da attrattore per tutti coloro che ricercano un rapporto più umano e più coinvolgente nella loro esperienza turistica.