
È stato presentato il 26 ottobre al Viminale, con una conferenza stampa che si è tenuta nell’ambito dei lavori dell’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive, il 3° Rapporto “Calciatori sotto tiro”, a cura dell’Associazione Italiana Calciatori, che evidenzia i principali casi di intimidazione e violenza nei confronti di calciatori professionisti e dilettanti nel corso del 2015/16.
I dati, raccolti anche attraverso articoli di stampa e segnalazione dei referenti territoriali, mettono in luce come nel nostro Paese, nell’ultima stagione sportiva, sia aumentato non solo il numero delle minacce, ma anche il ricorso a forme di violenza sempre più cruente, premeditate ed organizzate.
“Il 61% dei casi si è verificato al di fuori degli stadi (dato in controtendenza rispetto alla stagione precedente); in più di un caso su due (55%) le minacce e le intimidazioni si sono verificate nei campionati professionistici, in particolare in Serie A (24%) e in Lega Pro (19%)”.
Distribuzione geografica del fenomeno:
Ancora una volta tocca al Sud ed alle Isole il primato e, con il 52% dei casi, è il territorio in cui si è registrato il maggior numero di azioni intimidatorie e minacciose. In questa parte d’Italia, le minacce sono state riscontrate praticamente in tutti i campionati, sia professionistici che dilettantistici.
Ma è il Lazio la regione che registra il maggior numero di casi e, con il 17% di fenomeni accertati, stacca Puglia (16%) e Campania (13%).
I motivi scatenanti le violenze sui calciatori:
La sconfitta di una partita importante, o di una serie di partite consecutive, è il principale motivo che pone gli atleti nel mirino dei violenti (58% dei casi), ma anche la matrice razzista continua ad avere il suo triste peso (21%). Fenomeno purtroppo in crescita rispetto anche solo ad una stagione fa, dicevamo, che non fa distinzioni fra professionisti o dilettanti, anzi: il 55% dei casi di violenza si registrano ai danni di professionisti, presi di mira per lo più dai propri “sostenitori” (55%); nel 38% delle situazioni dai tifosi avversari o altro (7%), dove spesso l’altro è riconducibile in buona parte a quella zona d’ombra delle pressioni del mondo criminale che, nel calcio, intravede un mezzo per fare businness.
Quali tipi di violenze?
L’aggressione fisica, per finire, detiene la testa della classifica, con il 23% di fatti accertati. Ma anche insulti (20%) ed offese razziste (17%) fanno come sempre la loro fastidiosa apparizione in vetta.