
Ad inizio anno di solito si interrogano gli astri per cercare di carpire qualcosa al futuro prossimo. La risposta è sempre quella della sibilla, che aveva valore diverso a seconda della posizione della virgola: “Ibis, redibis, non morieris in bello”, oppure: “Ibis, redibis non, morieris in bello”. Non mi appassionano questi vaticini astrologici, se non per il loro aspetto divertente, in relazione alla capacità di affabulazione dell’astrologo di turno.
Tutti però ci mettiamo nella condizione di guardare l’anno che abbiamo davanti per programmare le attività, per organizzare il nostro lavoro, per valutare le novità che ci possono arrivare. E allora mi pare opportuno scrutare l’orizzonte del nostro territorio per esaminare quello che sicuramente ci aspetta e per cercare di mettere a punto qualche riflessione per orientarci.
Un dato su tutti campeggia tra gli impegni di questo nuovo anno per la vita dei Castelli Romani: si vota, per la precoce interruzione della consiliatura, sia a Frascati che a Grottaferrata. Vanno al voto per il rinnovo del Sindaco e del Consiglio, anche Montecompatri, Lanuvio, Lariano per compimento ordinario della consiliatura. Due comuni sopra i quindicimila abitanti, in cui si vota con il metodo proporzionale corretto, con ballottaggio. Tre comuni sotto i quindicimila, in cui si vota con il sistema maggioritario secco: una sola lista per ogni candidato sindaco.
I due modelli elettorali, così diversi, condizionano in maniera determinante il comportamento degli attori politici locali nell’organizzazione delle proposte politico-programmatiche e delle liste in competizione, come anche degli elettori nella scelta del Sindaco e del Consiglio comunale. Ma al di là dei modelli elettorali, anche oltre gli strumenti di formazione della proposta – leggi le primarie – quello che realmente conta è la qualità della proposta politica che si mette in campo; altrimenti gli elettori seguono la moda nazionale del momento, senza leggere le vere esigenze della propria città, tanto l’uno vale l’altro, e tanto vale che io elettore mi possa togliere qualche sfizio. Sta qui la vera sfida di questa stagione per evitare la deriva locale al qualunquismo, al pressappochismo, al voto per dispetto, alla ricerca di novismo senza basi.
Vorrei auspicare che a guidare l’iniziativa degli attori politici locali nella preparazione delle proposte e la scelta degli elettori al momento del voto vi siano: programmi calati realmente nella realtà della città e nella situazione reale del proprio comune (ma occorre leggerli i programmi, cari elettori); candidature a sindaco di persone già sperimentate nella vita sociale della città o nella vita politica, persone che si sono già sporcate le mani nell’impegno e nel servizio; liste di candidati al Consiglio comunale che abbiano una buona capacità di lettura dei bisogni della propria città e sappiano farsene carico, meglio se provenienti da partiti e da movimenti in cui abbiano potuto fare pratica di lavoro collegiale.
Infine aggiungo la necessità di ricercare in tutti una qualità che, a mio modo di vedere, oggi è essenziale per fare buona amministrazione: la capacità di raccordo con il territorio, con gli altri comuni del comprensorio, per fare un lavoro d’insieme sull’area, perché nessun comune è più un’isola e solo l’integrazione dei servizi e delle risorse potrà dare risposte di qualità alle attese dei cittadini.