
Si torna a parlare di pista ciclabile e a farlo è il movimento Ciampino Bene Comune.
Il GRAB (Grande Raccordo Anulare delle Bici) è un progetto ideato per realizzare un percorso ciclopedonale di 45 chilometri ad anello che si sviluppa all’interno della città di Roma.
Il frutto di un lavoro collettivo a cui hanno partecipato VeloLove, Legambiente e Touring Club Italiano in collaborazione con Rete Mobilità Nuova, Vivilitalia, Open House Roma, Free Wheels Onlus, Parco Regionale dell’Appia Antica, Roma Natura, piano b architetti associati, Teamdev.
Di forte impatto in termini di redditività economica e culturale, la ciclovia capitolina costituirà una calamita per il turismo, per i cicloviaggiatori amanti del trekking urbano e una sorta di “car free” per la mobilità interquartierale.
Un vero e proprio viaggio nella storia di Roma se solo si considera il contesto paesaggistico in cui si colloca (da Romolo e Remo fino alla Galleria Borghese), il tutto intercalato da un susseguirsi di inaspettati paesaggi bucolici.
In diversi tratti è già pedonale, ed una guida turistica accompagna turisti e romani alla scoperta dell’anello ciclabile e dei suoi tanti itinerari.
Ed in questo contesto s’inserisce il progetto del movimento Ciampino Bene Comune, che coglie l’occasione per proporre un percorso che colleghi il Parco dell’Appia Antica e il Parco degli Acquedotti, offrendo l’opportunità di raggiungere, attraverso le sponde dei Fossi, il Parco dei Castelli Romani.
Anello di congiunzione tra l’Appia Antica e la parte terminale dell’Asse degli Acquedotti, in corrispondenza dell’area abitativa di Morena attraverso Ciampino.
La lunghezza del percorso è di 4,5 km e si sviluppa principalmente su Via dei Laghi, abbracciando tutta la zona sud del comune ciampinese, fino ad estendersi al fosso della Patatona e il sottopasso della ferrovia Roma-Cassino. Il progetto consentirà di creare una rete di connessione con le tre stazioni ferroviarie del territorio, decrementando così l’uso dell’automobile.
Ma oltre al risvolto puramente urbanistico, il progetto consentirà di avviare un percorso di riscoperta dei fossi che solcano il nostro territorio, finalizzato ad un recupero ambientale importante per la nostra città.
Inoltre potrà essere considerato l’anello di congiunzione con il patrimonio storico, culturale e archeologico troppo spesso dimenticato.
Una proposta riqualificante del territorio di Ciampino, che vanta una percentuale di suolo cementificato pari al 39,75%, uno dei più urbanizzati d’Italia.
“Nonostante tutte queste criticità, il nostro territorio si incunea tra le aree archeologiche e naturalistiche più belle d’Italia – in una nota del movimento – ed è partendo da quelle che vogliamo ritrovare stimolo per la sua riqualificazione e una nostra migliore qualità della vita”.