
A distanza di pochi mesi dalla sua approvazione le novità, che ruotano intorno al Piano d’Assetto del Parco dell’Appia Antica, non tardano ad arrivare. È stato infatti approvato un nuovo emendamento, a firma M5S, che andrà ad incidere direttamente sull’estensione, in termini territoriali, del parco stesso.
In una logica di puro contrasto alla speculazione edilizia l’accordo, firmato alla Pisana, non ha una connotazione solo trionfalistica ma rappresenta un vero e proprio risultato storico e paesaggistico che interessa molti Comuni e Municipi di Roma Capitale.
Saranno 1200 gli ettari tutelati relativi ad una porzione di agro romano molto vasta, che si spinge fino al centro storico della Capitale per proseguire oltre Porta San Sebastiano fino alle Terme di Caracalla, tra Porta Maggiore e il Parco degli Acquedotti, e continuare in direzione dei Castelli Romani raggiungendo l’area Falcognana – Divino Amore.
Ed è proprio l’inclusione del Divino Amore a dare la misura dell’importanza di questo nuovo emendamento, se solo si considera che, in quella zona, insisteva il piano edificatorio più imponente della regione pari a 1,3 milioni di metri cubi e oltre 15mila abitanti, in un comune, come quello di Marino, abbondantemente colpito dalle colate di cemento.
Se da una parte il bene comune ha vinto sui palazzinari, dall’altra si può sostenere, senza ombra di dubbio, che il sogno del Grande Parco dell’Appia Antica di Antonio Cederna si è finalmente avverato.
E, come ha ricordato la consigliera Marta Bonafoni, il risultato raggiunto non è solo frutto di un’azione sinergica tra istituzioni ma <<è anche frutto del Documento d’indirizzo sottoscritto dalla Città Metropolitana di Roma Capitale, dal Comune di Roma, dai Municipi I, VII, VIII e IX e dai Comuni di Ciampino e Marino, con espressione di parere positivo da parte di tutte le istituzioni coinvolte>>.
Insieme al Parco dell’Appia Antica arriva anche l’ampliamento di Nazzano Tevere Farfa che, come il Consigliere Regionale Eugenio Patanè (PD) dichiara, <<arriva dopo 30 anni di attesa e consentirà al Farfa, unico fiume di acqua potabile alle porte di Roma, di godere della necessaria tutela e di un adeguato livello di protezione delle acque, dalla sorgente alla foce.
Tutto questo verrà realizzato senza interferire in nessun modo con le attività agricole, produttive e venatorie –perché riguarda essenzialmente l’ambito fluviale>>.