
Nel 2016 i casi di femminicidio registrati sono stati 118 lievemente, in calo rispetto al 2015 ma non per questo il dato è meno preoccupante. Nella classifica di questo orrore il Nord è al primo posto con il 75,9%, mentre al Sud la percentuale scende al 26,7% e al centro è del 19,8%. Ma sullo sfondo dello scenario di un atto così crimonoso non dobbiamo dimenticarci dei figli di queste donne, vittime impotenti, che sono stati privati dell’amore materno da un padre, un ex, o un convivente.
L’Italia finora si è dimostrata totalmente inadempiente nel porre in essere delle misure che tutelino, adeguatamente, i circa duemila orfani coinvolti. Al dramma della perdita, per questi ragazzi, si aggiunge anche il peso di dover affrontare disagi e difficcoltà sia pratiche che economiche. Ed un primo passo in tal senso è stato fatto nel marzo scorso, quando alla Camera è stata approvato, all’unanimità, un testo che tuteli gli orfani per crimini domestici. Un disegno di legge finalizzato a rafforzare le tutele nei confronti di minorenni o maggiorenni non autosufficienti, rimasti orfani per colpa di atti commessi dal coniuge, anche legalmente separato o divorziato, o da una persona che è stata legata alla vittima da una relazione stabile o di convivenza.
Il provvedimento prevede che all’indagato venga sospeso il diritto a succedere e che i suoi beni vangano sequestrati a garanzia del pagamento dei danni subiti dai figli della vittima che verranno liquidati, dal Giudice Penale, nella misura del 50% del loro presumibile ammontare.
Arrivano poi, per gli orfani di crimini domestici, iniziative e sostegni da parte dello Stato per l’assistenza medico-psicologica, per la creazione di borse di studio e per il loro inserimento lavorativo, grazie ad un fondo ad hoc. Tali norme saranno applicate anche nei casi in cui l’omicidio si verifichi nel contesto di una unione civile.
Ed è proprio per questo che il Disegno di legge, pur avendo superato a pieni voti l’esame alla Camera, si sia bloccato al Senato. Uno stop che contrappone Forza Italia e Pd nonostante, alla Camera, il centrodestra abbia votato favorevolmente. Le motivazioni? Puramente tecniche, a quanto pare, dal momento che la compagine politica di destra ravvede, nell’estendere le norme del decreto anche all’istituto delle unioni civili, la volontà del Pd di legittimare un passaggio di un tema che ha diviso il Parlamento.
Ecco perché le donne del Partito Democratico della Provincia di Roma hanno sottoscritto una lettera indirizzata al Senatore Pietro Grasso, Presidente del Senato, affinchè le istituzioni superino questi cavilli, riproponendosi, inoltre, di sottoporre la mozione anche nelle sedi dei consigli comunali:
Sono i testimoni delle violenze, dei femminicidi. Loro continuano a vivere, le loro mamme non più.
Figlie e figli che non possono più attendere, vittime silenziose e spesso dimenticate. Sono bambine e bambini, segnati per sempre, con un dolore infinito a cui sopravvivere. Rimasti soli due volte, hanno visto morire le loro mamme, per mano dei loro padri. E mentre la strage di donne continua, il percorso del Disegno di legge in favore di questi orfani speciali si incaglia al Senato. Per questo, come donne del PD della Provincia di Roma, abbiamo deciso di non rimanere ferme e firmare un appello/ mozione da far approvare anche nei nostri consigli comunali. Facciamo appello alla buona volontà delle Senatrici e dei Senatori affinché tutti gli ostacoli vengano superati e la legge a tutela degli orfani del femminicidio venga approvata in termini rapidi.
Per dare a queste bambine e bambini una norma che garantisca tutela, assistenza legale, sostegno psicologico e fondi dedicati.
Lo stato deve farsi carico dei figli testimoni di efferate violenze fino alla più grave, la morte.
Non può rimandare, non è più tempo di aspettare.
Le donne del PD