
“Caro Direttore,
ieri pomeriggio, giovedì 25 ottobre, mi sono recato presso il Cimitero di Frascati. Sono un cittadino della periferia, di umili origini, e non pretendo di fare discorsi impegnativi. Vedere però le panchine del cimitero ridotte nello stato che si vede nelle immagini inviate al suo giornale è un pugno nello stomaco. Ruggine, scritte volgari, il terriccio sotto che con le piogge che presto o tardi arriveranno diventerà fanghiglia: un degrado assurdo.
Uno schifo, mi scuso per il tono di questa lettera, ma sono esasperato, non si può andare dai propri morti al Cimitero della nostra città e vedere questo “spettacolo”.
Senza contare i muri che si sbriciolano dentro e fuori il cimitero, le scale rovinate, le ormai ex staccionate che sono in disarmo.
Non ho parole…”
Questa l’email, firmata e corredata di foto, che abbiamo ricevuto da un cittadino di Frascati, sconfortato dalle condizioni in cui versa il cimitero di Frascati. Non una novità certo, ma se solo pensiamo per un attimo allo stato generale ad esempio di Villa Torlonia, o all’impraticabilità dell’Otto settembre, viene da pensare che a Frascati il decoro, anzi, la mancanza di esso, riguardi prima o poi i luoghi dei vivi quanto dei morti.
Ci limitiamo a dare visibilità alla denuncia di un cittadino, evitando accanimenti su questioni che sono sotto gli occhi di tutti…

















