Il Lazio al prossimo Vinitaly tra conferme e novità

 

Il Lazio si appresta a scendere sul “terreno” del prossimo Vinitaly da grande protagonista. la più importante manifestazione di settore d’Italia è giunta alla sua 57ima edizione ed andrà in scena dal 6 al 9 aprile prossimi.

 

La nostra regione porterà il meglio della sua produzione enologica: un mosaico di territori, vitigni e saperi che esprime l’identità dei propri territori e il dinamismo di un settore in grande crescita. La collettiva del Lazio per il Vinitaly poggerà su 59 aziende vitivinicole e 3 consorzi di tutela: Roma DOC, Cesanese del Piglio DOCG e Frascati.

 

Situato all’ingresso Cangrande, il padiglione del Lazio si estenderà su una superficie più ampia rispetto al passato, potendo contare sui previsti 2.450 mq. Il progetto architettonico trae ispirazione dagli antichi acquedotti romani, coniugando design contemporaneo e richiami alla storia millenaria della regione. Il cuore nevralgico del padiglione, la navata centrale, è articolato in due livelli:

• il piano inferiore: che ospiterà la lounge istituzionale, gli stand delle aziende partecipanti e dei partner: Camera di Commercio di Roma, Acqua Filette, Di Marco, Fondazione Italiana Sommelier – Bibenda e Blu Banca –Gruppo Banca Popolare del Lazio.
• il piano superiore: dove saranno allestite un’area stampa, due sale per le masterclass e un’area ristorazione.

 

Un avanzato sistema di comunicazione integrata collegherà i due livelli, con l’obiettivo di rendere l’esperienza ancora più interessante: il grande ledwall posizionato all’ingresso, trasmetterà in tempo reale gli eventi del piano superiore, alternandoli a contenuti dedicati ai territori e ai vini della nostra regione.

 

<<Il concept scelto per la partecipazione della Regione Lazio a Vinitaly 2025 – spiegano dalla Regione – è LAZIO MONUMENTAL TASTE. Il claim è un invito a scoprire il Lazio attraverso il gusto, un gusto monumentale, che esprime la storia, la cultura e la grande tradizione enologica della nostra regione. Il Lazio ha un’identità molto forte, che può essere raccontata in maniera affascinante proprio attraverso il vino, in un viaggio simbolico tra radici millenarie e slanci innovativi, che testimoniano l’evoluzione di un territorio che sa custodire il passato e interpretare il futuro>>.

 

I numeri snocciolati nella presentazione del 18 marzo a Roma presso il Tempio di Vibia Sabina e Adriano, in Piazza di Pietra:

<<Una viticoltura con prospettive di crescita importanti, che nel corso del tempo ha saputo focalizzarsi su un modello di qualità, scommettendo sulla riscoperta degli autoctoni, senza trascurare la valorizzazione dei grandi vitigni internazionali. È il quadro del Lazio del vino, che si presenta a Vinitaly 2025 con numeri che evidenziano la crescita dell’intero comparto. Il “Vigneto Lazio” vanta 3 DOCG, 27 DOC, 6 IGT e 37 vitigni autoctoni, un patrimonio nel quale si riversa l’attività di una filiera che conta 18.000 ettari di superficie vitata, oltre 400 cantine attive e una produzione nella vendemmia 2024 di 730.000 ettolitri di vino (+ 64% rispetto al 2023 – fonte Dichiarazioni vendemmiali – Sian), con una forte prevalenza di bianchi (74% del prodotto) sui rossi (26%). Il 15% del vigneto Lazio è biologico (+32% rispetto al 2016 – fonte Sinab)>>.

 

<<Quella del vino laziale è una filiera strategica per l’agricoltura, ma anche per l’intera economia regionale, capace di generare oltre 230 milioni all’anno di valore di produzione, 66 dei quali dalle sole denominazioni DO/IG (fonte IsmeaQualivita) e un export di vino “Made in Lazio” pari a 82 milioni di euro (in crescita del 71% rispetto al 2014 – fonte inumeridelvino.it)>>.