Quegli investimenti della ‘ndrangheta ai Castelli Romani

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Apparteneva – e ne era un esponente di primo piano – al clan ‘ndranghetista Mazzagatti – Polimeni – Bonarrigo, un sessantenne residente ormai da molti anni a Genzano di Roma, nei Castelli Romani, ai cui danni i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma hanno eseguito un provvedimento di sequestro per beni del valore di oltre 5 milioni di euro.

 

DS, le iniziali della persona, è stato recentemente condannato dalla Corte d’Assise di Palmi (RC) ed è detenuto dal novembre 2013. Le indagini patrimoniali nei suoi riguardi sono state eseguite dai Finanzieri della Compagnia di Velletri e segue molto da vicino altre operazioni ‘ come quella condotta nel 2013 dai Carabinieri di Reggio Calabria, per reati di associazione per delinquere di stampo mafioso, omicidi, intestazioni fittizie di beni e investimento di denaro di provenienza illecita nel mercato immobiliare romano.
E la cosca, cui il sessantenne calabrese apparteneva almeno dal 1989, ha “investito” poi in altre regioni, specialmente nel Lazio, proprio grazie alla “dinamicità imprenditoriale” del prevenuto e al fatto che lo stesso si fosse stabilito nel comune di Genzano di Roma da qualche decennio.

 

Ai Castelli soprattutto, “quest’ultimo – riporta il comunicato della Guardia di Finanza – riciclava prevalentemente le ingenti disponibilità frutto delle diverse attività criminali, provvedendo, grazie alla contiguità con avvocati e soggetti gravitanti nel modo delle aste giudiziarie e delle procedure fallimentari a trarre vantaggi dai pubblici incanti e ad assicurarsi beni che poi, con la collaborazione di una fitta rete di persone compiacenti, venivano intestati a terzi per occultarne la reale disponibilità. Di particolare rilievo nella complessiva gestione del patrimonio illecitamente accumulato è la figura della ex moglie dello S. che, nonostante l’intervenuta separazione, ha continuato, come ammesso dallo stesso, a «tenere la cassa», tanto che anche la consorte è stata attinta dal provvedimento di custodia cautelare in carcere del 2013”.

 

Sono quindi stati eseguiti mirati approfondimenti economico-patrimoniali nei confronti di numerose persone fisiche e giuridiche, e la minuziosa ricostruzione ha quindi consentito di ricondurre il patrimonio, apparentemente nella titolarità di altri soggetti (familiari e terzi compiacenti) alla reale disponibilità di DS.
I finanzieri della Compagnia di Velletri, grazie anche al supporto di altri Reparti del Corpo sul territorio nazionale, hanno dato esecuzione, nei giorni scorsi, alla misura di prevenzione patrimoniale emessa dal Tribunale di Roma e, contestualmente, a 20 perquisizioni locali disposte dalla Procura veliterna, provvedendo a cautelare:
27 immobili (ubicati nei comuni di Roma, Albano Laziale, Genzano di Roma, Ariccia e Lampedusa), elevate disponibilità finanziarie, azioni e obbligazioni societarie, per un valore complessivo di oltre 5 milioni di euro.