SALE LA PROTESTA DEI COMITATI CONTRO LE DEMOLIZIONI

 

Se ne parla a ciclo continuo ormai da un anno e più e, con i TG televisivi che se ne occupano, la questione è quanto mai d’attualità. Per chi la vive è ovviamente critica, potenzialmente catastrofica… se effettivamente i Comuni interessati dovessero procedere con la demolizione delle varie costruzioni abusive diffuse su tutto il territorio dei Castelli Romani.

 

Sono infatti diverse centinaia gli illeciti del cemento ai Castelli Romani sotto la gogna del rischio demolizione.
Nel giugno dello scorso anno è stato stilato il famoso Protocollo d’Intesa triennale tra la Regione Lazio e la Procura di Velletri con l’obiettivo di velocizzare l’esecuzione delle sentenze e dei decreti che prevedono la demolizione delle costruzioni individuate, diffuse principalmente in zone boschive o di campagna.

 

Le amministrazioni comunali sono quindi state chiamate a risolvere in fretta il problema. E, dopo gli incontri susseguitisi fino a marzo, tra sindaci e Procura di Velletri, ogni Comune ha ricevuto un elenco delle sentenze penali di demolizione cui dare repentina esecuzione, ottemperando tra l’altro alle richieste di condono ancora in sospeso. Rocca Priora si è messa ad esempio subito in azione, e già a marzo ha inviato le prime lettere di rigetto delle istanze di condono, comunicandolo a circa duecento famiglie.

 

La Procura ha segnalato 180 casi di illeciti commessi sul territorio di Rocca Priora dal 2001 al 2015, per i quali c’è una sentenza di demolizione. Ma gli abusi edilizi si riscontrano in tante altre città castellane, comprese le lussuose Frascati e Grottaferrata. Il problema c’è e va affrontato, possibilmente risolto ma, per evitare le stesse problematiche in futuro, c’è anche chi si attiva per la prevenzione: ad Albano ad esempio è già attivo un apposito Nucleo di Vigilanza per contrastare i fenomeni di abusivismo edilizio.

 

Ma arriviamo alle proteste di questi giorni, con i vari comitati organizzatisi nel tempo, che ad ottobre si sono radunati davanti al Tribunale di Velletri. Vari comitati e coordinamenti che, sollecitati dalla chiamata del comitato roccapriorese Equi Diritti, si sono dati appuntamento in piazza, promettendo di spostare poi la protesta anche davanti al palazzo della Regione. Perché le colpe della Politica sono ben evidenti secondo i dimostranti, e ben individuabili nel Protocollo di Intesa triennale col quale si dotano i Comuni di 5 milioni l’anno al fine di dare esecuzione alle demolizioni delle costruzioni abusive per le quali le sentenze sono passate in giudicato. Soldi oltretutto, secondo i comitati stessi, che vengono dati in prestito alle varie Amministrazioni, e che, per essere utilizzati, andranno a creare dei debiti di bilancio che graveranno poi su tutta la collettività.

 

La situazione è comunque paradossale e tale rimane per il fatto che non presenta casi simili nel resto del territorio nazionale. Le domande di condono la d’altronde la Regione le ha negate per i forti vincoli ricadenti nell’area dei Castelli Romani ma, da quanto trapela dai comitati stessi, le prime opposizioni al TAR verso le acquisizioni dei Comuni stanno dando ragione ai cittadini in protesta…