
Una volta alla Lazio del presidente Lotito, una volta come sito delle Olimpiadi romane del 2024 che non ci saranno…un’altra volta ancora come casa della Nazionale di rugby. Siamo alle solite, e mentre il Flaminio sprofonda su se stesso, lasciando spazio alla giungla che cresce rigogliosa sul suo ex manto erboso, risultando oggi più un motivo di imbarazzo che di pregio per il quartiere che lo ospita, impazzano le voci intorno alla sua nuova auspicata vita.
L’ex casa dell’Italia del rugby, che ha ospitato la Nazionale nelle partite interne del Sei Nazioni dal 2000 al 2011, è in stato di completo abbandono da 5 anni, ormai lo sanno tutti e, negli ultimi anni, le dichiarazioni di intenti e di progetti di recupero si sono susseguite nella più assoluta “schizofrenia”. La rinuncia della candidatura di Roma ai Giochi Estivi 2024 sembrava aver chiuso l’ennesima possibilità di resurrezione, ma il Comune di Roma non si è perso d’animo.
Di recente infsatti il Comune capitolino si è impegnato a partecipare al bando della Getty Foundation “Keeping it Modern”, che mette in palio 95.000 Euro da destinare all’elaborazione e all’analisi di proposte di recupero di impianti caduti in disuso. <<Noi – spiegava l’assessore Frongia al Corriere dello Sport – vorremmo utilizzarli per analizzare lo stato attuale dell’impianto e definire i passi successivi>>.
Ma la novità dell’ultima ora sono le dichiarazioni del presidente della FIR Gavazzi che, ai taccuini de L’equipe, si è sbilanciato affermando: <<Pensiamo di poter acquistare lo stadio entro la fine dell’anno>>. Interessanti i riferimenti a cifre per il restauro ed alla capienza, che la si vorrebbe tenere agli attuali 25mila posti, lasciando quindi intuire che non dovrebbe essere, nei desiderata della FIR, la sede della nazionale maggiore, che attira di certo più tifosi. I costi di restauro invece si aggirerebbero sui 40 milioni d Euro, si legge sempre su L’equipe che, ipotizza, come ad, ad utilizzarlo sarebbe la nazionale femminile, quella Seven o le giovanili.
Destinazione che di certo non coprirebbe l’enorme esborso e, infatti, si legge infine che nell’impianto sarebbero aperti anche uffici e palestre. E, guarda caso, della famosa nuova sede romana della FIR non si è più sentito parlare: hai visto mai…